Facebook, quale grande fonte di perdita di tempo, e soprattutto quale grande fonte di informazioni il giovane Zuckerberg ha creato!  Girovagando fra le notizie del Social Network forse più famoso al mondo mi casca l’occhio su questa, condivisa dalla mia collega Kathleen, con, ovviamente il link al sito dove l’ha presa.

http://adsoftheworld.com/

 

E qui si scopre un mondo: le migliori campagne pubblicitarie prodotte in tutto il globo terracqueo, siano esse di carta stampata, TV, web o altro. Una risorsa ENORME. In ogni immagine c’è correttamente indicato il copyright, il paese dove è stata prodotta, il nome dell’agenzia e i realizzatori.

Di italiane non ce ne sono molte e, chissà perchè, non sono certo le migliori, a mio parere… Il sito conferisce anche anche i premi mensili (ottobre 2011 – vincitore è Angry Birds per Google Chrome – e con questo ho detto tutto).

Ovviamente, in questo enorme database, non potevo non trovarci pure la pubblicità che preferisco, soprattutto per il fascino che ancora ha qualcosa in animazione completamente tradizionale in un mondo in cui il 3D digitale sta soppiantando tutto il resto: la pubblicità della Twinings per l’Inghilterra. Dura un minuto, gustatevela.

http://adsoftheworld.com/media/tv/twinings_gets_you_back_to_you

A presto,

Silvia

 

La doccia è un ottimo luogo ove riflettere. Chissà quale percorso contorto ha fatto la mia mente stamattina prima di posarsi sulla Jumpology.

Quando facevo la guida all’interno del museo Alinari della Fotografia c’era un’immagine di Marylin Monroe, molto accattivante, devo dire una delle mie preferite dell’intero museo. I bambini a cui facevo da guida conoscevano solo di sfuggita Marylin (e io pure, devo dire), le maestre se la ricordavano molto meglio. L’espressione rilassata, ma quasi affaticata, dell’attrice mi dava sempre la scusa per parlare di Halsman e della Jumpology.

Philippe Halsman era un fotografo statunitense, uno di quelli specializzati sul genere “ritratto per Vogue”, un fotografo da rivista, il che non sia ovviamente di disprezzo alla sua bravura, anzi. Halsman portò avanti una filosofia del ritratto tutta sua, che divenne una vera e propria scuola di pensiero: quella di far saltare i suoi soggetti davanti alla macchina fotografica, per farli sciogliere dall’imbarazzo che il fotografo causava loro, per farli tornare al naturale. Lui ha fatto saltare tutti, dalla famiglia Ford a Richard Nixon, per ritrarli in un modo del tutto differente, spontaneo e dai risvolti inaspettati.

Cito le sue parole direttamente da Wikipedia:

Halsman commented, “When you ask a person to jump, his attention is mostly directed toward the act of jumping and the mask falls so that the real person appears.” The photographer developed a philosophy of jump photography, which he called jumpology. He published Philippe Halsman’s Jump Book in 1959, which contained a tongue-in-cheek discussion of jumpology and 178 photographs of celebrity jumpers.

 

Questa è una piccola gallery delle foto più famose di Halsman. La prossima volta che vi trovate imbarazzati davanti ad una macchina fotografica, seguite il suo consiglio, e fate un salto!!!!

 

a presto, Silvia

Buonasera!

Questo blog (o meglio, questa sezione del sito) nasce innanzitutto dalla noia creatasi durante uno degli innumerevoli e interminabili tempi di render delle mie animazioni 3D. Dopo aver stirato tutto quello che c’era da stirare, ho deciso di mettermi a scrivere un pò. Ormai il blog ce l’ha pure il mio gatto, e io avevo sperimentato l’arte di scrivere sul web in piccolo ma efficacemente un paio di anni fa, quando aprii un blog di fotografia (magari qualcuno se lo ricorda ancora) quindi perchè non provare a ripetere l’esperienza?

Più che scrivere vorrei, in queste pagine, condividere appunti, link, notizie e quant’altro passi per il web e per la mia mente di giovane e squattrinata creativa digitale: tutorial che trovo e ho provato/devo ancora provare, news interessanti, articoli che “ok l’appoggio qui e poi lo leggerò dopo”, un pò di teoria e tecnica fotografica che non fa mai male… insomma, una raccolta di un pò di tutto ciò che riguarda il magico mondo del creativo freelance, che in qualche modo deve occupare il tempo di rendering. A parte stirare, s’intende.

 

Se avete qualunque cosa, articolo, notizia, tutorial, materiale e chi più ne ha più ne metta che ritenete sia importante condividere, spedite via email, magari al prossimo rendertime lo pubblicherò =)

A presto,

Silvia

cos'è il RenderTime?

il RenderTime (o tempo di rendering) è quel lasso di tempo - che tutti i creativi digitali conoscono fin troppo bene - nel quale il computer lavora per dare una forma compiuta a qualsiasi tuo progetto, e nel quale tu non puoi fare assolutamente nient'altro . Questo lasso di tempo può durare, se ti va bene, da pochi minuti a un quarto d'ora, se ti va un pò meno bene 1-2 ore, se hai prodotto una roba davvero davvero grossa anche 20-30 ore. La lettura di questo blog rientra nei primi due casi. Se il tuo è il terzo caso, ti consiglio di mollare il pc a frullare e andartene a cena fuori, tanto c'è tempo