I Venerdì della Storia: un viaggio nella storia della fotografia, fra le scoperte e gli autori, per comprendere fino in fondo dove e quando è nato questo straordinario strumento di racconto della nostra realtà. La precedente lezione: il daguerrotype

 

Ciò che accadde dopo la pubblicazione e la diffusione del procedimento di Daguerre nel 1839 è forse una delle più grandi coincidenze della Storia. Alla metà dell’Ottocento in Europa le notizie, soprattutto se si trattava di invenzioni e scoperte scientifiche, si diffondevano molto velocemente: fu così che il procedimento di Daguerre arrivò alle orecchie del botanico inglese William Henry Fox Talbot: grande fu il suo stupore per la scoperta del francese, poichè anche lui aveva inventato un procedimento per ottenere una fotografia, e le due tecniche si somigliavano moltissimo!

William_Henry_Fox_Talbot,_by_John_Moffat,_1864
William Henry Fox Talbot, fotografato da John Moffat nel 1864

Talbot si affrettò a rendere pubblica la sua invenzione, rivendicandone la paternità: aveva iniziato i suoi esperimenti nel 1833, mentre si trovava in vacanza in Italia, sul lago di Como, e li aveva poi proseguiti nel suo laboratorio in Inghilterra.

Il suo procedimento:

1- immergere la carta in una soluzione di sale da cucina, e poi farla asciugare.

2- immergere nuovamente la carta nel nitrato d’argento, che insieme al sale forma sulla superficie cloruro d’argento, sensibile alla luce e non solubile.

3- esporre la carta alla luce appoggiandovi a contatto degli oggetti (Talbot utilizzò principalmente foglie, piume e pizzi)

4 – immergere la carta in ioduro di potassio: i sali d’argento diventavano così quasi del tutto insensibili alla luce.

positive negative
Una sciadografia di Talbot del 1841, positivo e negativo.

Con questo procedimento ottenne un negativo (la parte della carta a contatto con gli oggetti, non colpita dalla luce, era rimasta bianca, mentre il fondo esposto alla luce si era annerito). Nel 1935 Talbot intuì che si poteva semplicemente esporre nuovamente a contatto il foglio negativo con un altro foglio sensibilizzato per invertire i colori ed ottenere così le sfumature reali, ciò che noi chiamiamo positivo a contatto. Talbot chiamò invece le sue immagini Sciadografie.

il passo successivo fu porre la carta nella camera obscura ; alcune delle immagini da lui ottenute sono oggi conservate nel Museo della Scienza di Londra. Talbot interruppe gli esperimenti pensando di aver tempo per perfezionarli, ma Daguerre lo battè in velocità.

Appena saputo di Daguerre, il botanico si affrettò a raccogliere i suoi scritti e li inviò alla Royal Institution Society di Londra il 25 gennaio 1839. Il 20 febbraio fornì poi una relazione completa e molto dettagliata, che permise a chiunque di ripetere l’esperimento.

Alla prossima lezione, con l’incontro-scontro fra Daguerre e Talbot…

 

L’esperimento di oggi in breve

William Henry Fox Talbot – 1839 – Carta + cloruro d’argento – sviluppo con ioduro di potassio

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